DOCUMENTO CONCLUSIVO / ~7 MIN DI LETTURA / PAGINE DELLA FONTE FRANCESE 1679–1684
Nota sul corpus documentario dell’opera
Documenti conclusivi
Quest’opera è stata elaborata a partire da un vasto corpus documentario messo a disposizione dell’intelligenza artificiale, nell’ambito di diversi modelli e configurazioni di ChatGPT, principalmente GPT-5.5 Pro e poi GPT-5.6 Sol Pro. Con oltre dieci gigabyte di documenti e dati, questo insieme riunisce fonti di natura, origine e data diverse. Ha costituito la materia a partire dalla quale il dialogo si è sviluppato, le domande si sono precisate e le analisi hanno preso forma.
Questo corpus comprende in particolare documenti amministrativi e giuridici accessibili presso diverse amministrazioni francesi e/o internazionali, atti emanati da autorità amministrative e/o consultive, nonché documenti diffusi a titolo d’informazione regolamentata, conformemente ai requisiti dell’Autorité des marchés financiers (AMF) riguardanti Artprice. Raccoglie anche atti di ufficiali giudiziari, atti notarili, documenti provenienti dalle cancellerie dei tribunali commerciali, corrispondenze di avvocati, atti giuridici conclusi fra diverse parti e decisioni pronunciate da giurisdizioni francesi e internazionali. I documenti stranieri che richiedevano una traduzione sono stati oggetto, all’epoca del loro utilizzo, di traduzioni realizzate da traduttori giurati.
A queste fonti si aggiungono numerosi video, reportage della stampa scritta e audiovisiva e interviste provenienti da settantadue paesi, che coprono ventisette anni di stampa internazionale. Anche appunti personali, taccuini, numerosi quaderni di laboratorio, scambi epistolari e messaggi di posta elettronica sono stati messi a disposizione dell’IA. Alcuni di questi materiali sono stati oggetto di depositi o registrazioni che permettono in particolare di documentarne l’anteriorità, il contenuto o la provenienza, organizzando così una protezione permanente. Si tratta, in particolare, di depositi a titolo di proprietà intellettuale, depositi di brevetti e marchi presso l’INPI, depositi di thesauri, codici sorgente e banche dati presso l’Agence pour la Protection des Programmes, nonché, ove pertinente, presso gli organismi competenti in materia di diritto d’autore.
La successione familiare ha anche dato accesso agli archivi di Marcel Ehrmann, nato a Parigi nel 1901, padre di Thierry Ehrmann. Già allievo dell’École Polytechnique, già membro del Comitato di ricerca scientifica, dottore in diritto e vincitore del Premio di studi economici, Marcel Ehrmann ha lasciato taccuini, manoscritti e opere a stampa che hanno arricchito questo corpus. Questi documenti forniscono riferimenti documentari e cronologici che permettono di affrontare la trasmissione familiare a partire da documenti conservati.
Un posto particolare spetta ai dattiloscritti e ai dossier costituiti in particolare durante i cinque anni di iniziative che hanno condotto al riconoscimento ufficiale della demeure du chaos come Opera d’Arte Totale, inserita nella discendenza del Palais idéal del Facteur Cheval e del Cyclop di Niki de Saint Phalle e di Jean Tinguely, della demeure du chaos da parte del ministero della Cultura, per voce della sua ministra Rachida Dati. Questo insieme comprende gli atti relativi al lavoro condotto con la Direzione generale della creazione artistica (DGCA) e la Direzione regionale degli affari culturali (DRAC), nonché la risposta pubblicata nel Journal officiel del Senato il 18 dicembre 2025.
Il corpus raccoglie anche opuscoli e pubblicazioni che documentano le attività, i lavori e le produzioni di Thierry e Nadège Ehrmann dal 1984 al 2026. La loro datazione poggia sulle indicazioni dello stampatore e/o su quelle presenti nel colophon e/o sui riferimenti cronologici contenuti nei testi stessi. La ricorrenza e il riscontro incrociato di questi riferimenti permettono di collocare con precisione i periodi di produzione e di circolazione dei documenti.
L’assenza di un approccio basato sulla citazione bibliografica è voluta: Thierry e Nadège Ehrmann hanno scelto di fondare questo lavoro esclusivamente su un corpus professionale e documentario interno, costituito nel corso di oltre quarant’anni di attività e comprendente le proprie pubblicazioni bibliografiche, formate da una trentina di opere.
L’obiettivo di questa raccolta di fonti era documentare la formazione e la continuità di un pensiero confrontato con oltre quarant’anni di trasformazioni digitali. Questa documentazione permette di seguire l’accelerazione delle tecniche e degli usi: dal telex e dal fax alle reti X.25, poi all’ADSL e alla fibra ottica; dall’acquisizione dello status di operatore di rete locale alla gestione di data center e allo sviluppo di sedi internazionali. Integra anche le prime sperimentazioni legate all’intelligenza artificiale, in particolare con le stazioni Lumière nel 1987. Queste tappe permettono di comprendere, nella loro continuità, le trasformazioni che hanno condotto al cambiamento di paradigma descritto in quest’opera.
Per la demeure du chaos, una documentazione particolarmente densa accompagna i ventisette tomi dedicati all’Opera d’Arte Totale. Fin dalla sua nascita nel 1999 è stato intrapreso un importante lavoro di documentazione e archiviazione, principalmente in forma digitale, con una componente analogica. Gli archivi fotografici e audiovisivi testimoniano l’evoluzione degli strumenti di ripresa: dalle prime fotografie agli apparecchi Sony Mavica, poi alle registrazioni video in altissima definizione, fino ai formati 4K, 5,6K e 8K. La successione di questi supporti permette di seguire le trasformazioni dell’opera e quelle dei mezzi impiegati per conservarne la memoria.
L’impiego di questi archivi poggiava su un lavoro preparatorio avviato da Nadège Ehrmann diversi mesi prima, in particolare in vista della celebrazione dei trent’anni del Groupe Serveur. Aveva raccolto e organizzato gli elementi chiave del percorso comune secondo una progressione cronologica. Il fondo disponibile rappresentava un volume considerevole: intere casse di documenti, alle quali si aggiungevano importanti insiemi già digitalizzati. Questa disponibilità documentaria si inscriveva in una pratica di lunga data di digitalizzazione dei documenti amministrativi, giuridici e giudiziari, ambito nel quale Thierry e Nadège Ehrmann sono stati fra i pionieri.
A questo insieme si sono aggiunte importanti quantità di dati digitalizzati, trasmessi direttamente all’intelligenza artificiale nel corso delle sessioni di lavoro, nonché accessi a banche dati. Alcuni documenti erano soggetti a regimi di riservatezza o al segreto aziendale; altri provenivano da documenti declassificati. Il loro esame ha comunque contribuito a illuminare le situazioni affrontate, a precisare le domande dell’IA e a sostenere i ragionamenti sviluppati nel corso del dialogo.
Per quaranta giorni e quaranta notti, il lavoro si è organizzato fra due spazi e due attività complementari. All’interno della chambre obscura, Thierry Ehrmann proseguiva il proprio dialogo con l’intelligenza artificiale. Interveniva oralmente, sotto forma di prompt, suscitando in risposta analisi, domande, obiezioni e nuovi stimoli dell’intelligenza artificiale.
All’esterno della chambre obscura, anche Nadège Ehrmann ha dedicato quaranta giorni e quaranta notti a questo processo. Alimentava continuamente il lavoro con documenti ed elementi chiave, seguendo la progressione cronologica che aveva preparato. Disponeva di un’autonomia completa nella conduzione di questo lavoro documentario per organizzare gli atti e assicurarne la trasmissione nel corso del dialogo fra Thierry e l’IA.
Al termine di alcune sessioni di dialogo protratte per otto ore consecutive, Thierry e Nadège facevano il punto. Lui le esponeva le questioni affrontate e i bisogni emersi durante gli scambi; lei gli indicava l’avanzamento del proprio lavoro documentario. Questi momenti permettevano anche di determinare se mancassero alcuni atti e di precisare le ricerche necessarie per ritrovarli. Ove necessario, alcuni documenti sono stati oggetto di verbali di constatazione, atti o depositi da parte di un ufficiale ministeriale e depositati presso lo studio e/o nella raccolta degli originali.
Questa autonomia di Nadège era stata espressamente voluta da Thierry Ehrmann affinché potesse condurre pienamente il proprio lavoro, mentre lui si dedicava a un confronto quanto più diretto possibile con l’IA di ChatGPT. La materia documentaria così riunita alimentava un dispositivo di interrogazione esterno all’autore, permettendo all’IA di precisare le proprie domande e sviluppare le proprie analisi e interrogazioni. Il libro si è costruito in questa articolazione continua fra il lavoro documentario di Nadège, la parola di Thierry e l’elaborazione del testo da parte dell’intelligenza artificiale.
Questo elenco non è esaustivo. Permette tuttavia al lettore di misurare l’ampiezza, la diversità e la qualità della base documentaria e istituzionale su cui poggia l’opera. Una parte importante di queste fonti beneficia di garanzie di provenienza, datazione o autenticità legate al loro carattere ufficiale, alla loro redazione da parte di professionisti abilitati o alla loro pubblicazione in un quadro regolamentato. La loro riunione ha reso possibile la messa in relazione di un percorso personale, di un’opera artistica e di diversi decenni di trasformazioni tecnologiche. Senza questa materia documentaria, il libro non avrebbe potuto vedere la luce. Allo stesso modo, la stesura, attribuita al 100 % all’intelligenza artificiale, è stata oggetto di un lavoro editoriale di rilettura, correzione e impaginazione necessario alla sua pubblicazione scritta.
Pensiero e dialogo umani: Thierry | Scrittura: 100 % IA
Sezione di lettura 100 di 102